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sabato 27 agosto 2016

Pieropan – Soave Classico Doc “Calvarino” 2006


70% Garganega, 30% Trebbiano Soave - 12.5% 


Nella carta ho notato un Calvarino 2006 di Pieropan, e non ho saputo resistere... il colore sfuma irrequieto quasi sull'oro, mentre i profumi hanno bisogno di non più di 3 secondi per capire che il tappo non li separa più dall'ossigeno, per poi scatenarsi in una rincorsa di salgemma, mare, zafferano, fortissimo polline, ostrica, conchiglia, cerfoglio, ginestra e origano pungente. 

Ad un naso così vivace, fa contrasto una bocca dalla struttura posata, scorrevole, un liquido freschissimo dal soffio tostato, su cui aleggia un ricamo di erbe aromatiche dolci che porta ad un finale balsamico di the alla menta, ghiacciato, con uno spruzzo di limone... integrità aromatica impressionante, per un vino dal sorso apparentemente leggero e beverino, dai soli 12.5% di alcol.

Infine, con il contributo dell'aria e della temperatura, anche i profumi diventano tanto più sereni, ora dolci e bianchi di candide campanule, altrettanto nitido il ricordo di Mojito a bicchiere vuoto.



A suo tempo, 3 bicchieri Gambero Rosso assolutamente meritati, in questo momento ancora di più

mercoledì 24 agosto 2016

Marco Buvoli – Metodo Classico Rosè "Sette" Extra Brut

Guardando la bottiglia controluce prima di aprirla, mi ero accorto della presenza di sedimenti in sospensione.


Anche se sono convinto che non sia stata una cosa voluta, alla fine non si tratta di nulla più di un leggero inconveniente estetico, a cui non ho dato la minima importanza... in fondo anche Movia, con i suoi "Puro", propone eccellenti spumanti non sboccati.

Versato nel bicchiere é di un fascino immediato, arancio ramato guardandolo all'altezza degli occhi, dalla sfumatura carica di petalo di rosa inclinando il bicchiere ad indicare la lunga sosta sui lieviti che ne ha impreziosito il colore.

La materia in sospensione rende più densa la tonalità, sul bordo del bicchiere c'é una sottile coroncina di bollicine, che conferma la sensazione di una carbonica sfumata, che ho avuto togliendo delicatamente il tappo.

I profumi hanno bisogno di qualche minuto per diventare nitidi, forse su questo l'influenza dei lieviti ancora nello spumante hanno un minimo di effetto, poi però inizia la danza...

L'iniziale velo di maturità lascia spazio ad un fruttato succoso di arancio, melone, prugna Santa Rosa croccante, rosa di adeguato colore e bevanda al chinotto. Mano a mano, grazie al contatto con l'aria, il bicchiere si arricchisce di un tono di miele leggero, mentre la lunga sosta sui lieviti porta ricordi tostati e di frutta secca.

Il primo sorso é pieno, condito e marino, la bollicina é appena un solletico sulle pareti della bocca, aggiungendo finezza di sensazioni tattili ad un'eleganza vinosa. Si confermano gli aromi tostati, su una filigrana di leggera evoluzione, che porta ad un finale lunghissimo di caramella zuccherosa alla ciliegia e agrumi canditi.

L'ultima goccia lascia la bocca in uno stato di grande appagamento, a calice vuoto escono profumi di caramello, tè verde e fragola.



Ne avevo sentito parlare molto bene, posso solo dire che questo é un bellissimo Rosè. Posso solo ringraziare Rosita, che crede tanto in Marco Buvoli, per avermene procurata una bottiglia...

Quel che resta di... Tenuta Dornach 21/08/2016

Rubo una foto di Armin e la sovrappongo alla mia, scattata la mattina del giorno dopo, appena alzato, a poche ore dalla partenza per Bologna.


Guardo la fila di bottiglie e vedo alcuni spazi vuoti, quelle che i miei compagni si sono portati a casa, per tanti motivi... un secondo assaggio, un parere da dare ad un amico, un vino che aveva colpito in modo particolare.

Noto solo ora che manca anche l'Albana “MonteRè” 2011 di JP Babini, vuol dire che é proprio piaciuto e sono contento, per JP e in particolare per questo vino, che ho imparato ad amare.

L'anno scorso avevamo organizzato una serata simile io, Armin e Daniele... quest'anno si sono uniti Patrick, il mio padrone di casa, e Luca, che si é fatto 320km andata e ritorno da Cortina per essere con Noi.

Questa é passione, di quelle vere, di quelle che uniscono.

Non è stata una degustazione tecnica, piuttosto voglia di condividere, di sentire insieme bottiglie tenute da parte per tanti motivi diversi.

Armin, Daniele e Patrick nel vino e con il vino ci vivono, a questo mondo hanno approcci in parti diversi ma ugualmente intensi, con un bicchiere in mano parlano, ascoltano, si rispettano.

Di ogni vino ognuno apporta una sfumatura, chi più tecnica, chi più filosofica, chi più sul metodo... ognuno porta un colore e insieme formano l'arcobaleno, come quello che ha incoronato le montagne sopra a Salorno dopo il temprale che ha fatto da ouverture alla nostra serata.

Quando sono con persone come loro, preferisco parlare poco e mettere tanto da parte... e forse perché così concentrato ad ascoltare, mi é rimasto un ricordo straordinariamente nitido di ogni vino, quasi ne sento ancora in bocca e nel naso, aromi, sensazioni tattili e profumi.

Fra tutti voglio scegliere 2 bianchi e 2 rossi...

Il primo é proprio l'Albana MonteRè 2011 di JP Babini, una bottiglia che mi ha regalato Lui stesso, dallo straordinario rapporto con l'aria, dolce di miele e mela Golden nei profumi, intenso, potente con una freschezza piccante, preziosamente conservata in un'annata così calda.

Lo avevo sentito appena uscito, quasi 2 anni or sono, e non si é buttato alle spalle nulla di quella gioventù nervosa... mi chiedo dove accidenti voglia andare questa bottiglia.

A proposito di bottiglie che se infischiano altamente del tempo che passa, la seconda che scelgo é il Sauvignon “Sanct Valentin” 2006, figlio di una grandissima annata e della maestria di Hans Terzer.

Si é discusso qualche minuto su questo bicchiere, più sulla sua territorialità che non sulla qualità indiscussa del vino, che ha messo tutti d'accordo fin dal colore, giovanissimo, nei profumi intensi e mentolati, infine sul sorso caldo e morbido, dal finale di agrumi e sambuco.

Per i rossi, con il rischio di sembrare di parte, il primo che scelgo é il Luvaira 2007 delle Tenute Anfosso, che avevo già sentito l'anno scorso ad una degustazione, uscendone letteralmente stregato.

Il Rossese é un vino raro e introvabile, sconcertante per la struttura, il calore e la potenza che sfodera in bocca dopo essersi mostrato nel calice con un colore così trasparente e vivace.

Bottiglia praticamente finita sul posto, fra assaggi e riassaggi... forse stavolta sono riuscito a far sentire agli altri qualcosa che non conoscevano.

Come secondo rosso la scelta cade d'obbligo su un'altra bottiglia straordinaria, il Cabernet Riserva “Mumelter” 2006 di Daniele, che ce la sta mettendo tutta per trasferirmi l'amore che ha per questo vitigno, con ottimi risultati.

Dolce di spezie nei profumi, di cioccolato e caffè, un frutto polposo e rosso meravigliosamente integro e croccante, il sorso succoso e fresco, dal tannino levigato, proprio una degna conclusione della sequenza.

Tante altre bottiglie sarebbero state da raccontare, per i particolari che sono venuti fuori durante il confronto, per un profumo, per un aroma, per un'impressione, ma già così ho scritto troppo.

E a me cosa resterà di questa serata? La serenità della compagnia di Armin, Daniele, Patrick e Luca, in una fresca sera di agosto, seduti attorno ad un tavole nel terrazzo della Tenuta Dornach, nell'ultimo giorno della mie vacanze in Alto Adige.







martedì 23 agosto 2016

Abbazia di Novacella - Weinberg Dolomiten Igt Veltliner "Flavus" 2014

100% Veltliner - 13.5%


Sta a vedere che quest'anno riesco a farmi piacere un pò di Veltliner...a dire il vero quello della linea intermedia di Novacella mi è sempre piaciuto, molto più equilibrato del fratello maggiore "Praepositus".

Questo però è una new entry, il nome è "Flavus", realizzato senza solfiti aggiunti.

Forse per questo nel colore è di un bel giallo carico, con un naso netto di frutta secca, tostato, dolce di cera e dalla leggera sfumatura di erbe aromatiche.

In bocca la frutta tropicale è netta di mango e ananas sciroppato, con una agile freschezza, più fruttata che agrumata, che termina in un finale dalla spiccata chiusura minerale.


Bicchiere decisamente interessante, servito al calice nella Cantina dell'Abbazia.

Ale.p.a. - Terre del Volturno Bianco Igt "Casa di Campagna" 2013

Falanghina (prevalenza), Fiano (minima parte) - 14%


Una falanghina che ha il colore dell'oro antico, importante e opulento mentre si muove nel calice. 


Il naso inizialmente mi inganna con una falsa ossidazione, sono reduce da 2 settimane di Alto Adige, fraintendere è comprensibile...

In realtà è un sottile gioco di arancia amata e chinotto, poi arriva lo zucchero bruciato, la resina, il cappero, la dolcezza cremosa di un bignè appena sfornato, un fiore intenso che ha l'esotica bellezza della rosa gialla.

Si dice che la Falanghina abbia una freschezza sferzante, in questo bicchiere è un filo che fa da traino alla mordidezza e al calore dell'alcool. Rimane in secondo piano ma non si fa soggiogare, dice comunque la sua fino a condurre ad un finale piccante di mela Golden matura.

Bottiglia con il calore del Sud, come il forte abbraccio da vero amico. 


Regalo di Paola, con cui sono sempre in debito, ma il fresco verrà...

Alois Lageder – Südtirol Eisacktaler Müller Thurgau “Hauber Weingort” 2014

100% Müller Thurgau – 12.5%


È un “vino di Tiso”, dal vigneto di Muller Thurgau del Maso Huber-Hof ad un'altezza superiore ai 900m, imbottigliato da Alois Lageder con tappo Stelvin.

Colore appena accennato, la coltivazione in quota contiene l'esuberanza aromatica del Muller Thurgau lanciando in primo piano una mineralità rocciosa, il floreale dolce di mughetto e camomilla, il fruttato fresco di pompelmo e uva spina.

Un soffio lieve di salvia riafferma il carattere del vitigno, in un calice che comunque ha bisogno di qualche minuto all'aria per esprimersi compiutamente.

La vena aromatica, come ricordo d'uva Moscato, é quasi più evidente in bocca, dove diventa un sorso goloso, in parte dolce di caramella agli agrumi, pompelmo giallo e pesca tabacchiera, ma dal finale saporito di erbe aromatiche e rosmarino.

Il bicchiere ormai vuoto profuma ora di tabacco e albicocca matura.


Vendemmia 2014, a dimostrare ancora una volta che i vini di quella che veniva ritenuta una vendemmia sfortunata, sono tutti più che buoni.

H.Lun, Südtirol Blauburgunder Riserva "Sandbichler" 2013 – 13%

100% Blauburgunder – 13%


Conosco da tanto questa bottiglia, é da sempre un punto di riferimento per il rapporto qualità/prezzo dei Blauburgunder Riserva.

H.Lun é stata una delle più vecchie cantine indipendenti dell'Alto Adige, da alcuni anni é stata acquisita dalla Cantina di Colterenzio, dove ora avviene la vinificazione, mantenendo però linee di prodotti indipendenti.

Lo ricordavo un buon Pinot Nero, piuttosto marcato dal legno e per questo, seppur ben fatto, non proprio centrato sui miei gusti... di sicuro più da abbinare, che non da bere a se stante.

Devo confessare che normalmente non lo avrei acquistato, se non fosse stata una delle poche bottiglie "decenti" nell'unico supermercato aperto domenica scorsa a Bressanone... della serie "sempre meglio che bere acqua".

Alla fine, per una cena a base di formaggi me la sono aperta, e con soddisfazione mi sono trovato davanti ai grandi progressi fatti da Girlan, negli ultimi anni, con i Blauburgunder.

Anche in questo "piccolo" Sandbichler la stessa mano magistrale che ha tolto la pesantezza del legno nel Trattamann, ha ben lavorato per renderlo più godevole, più facile da bere.

Il colore é un rubino perfetto, dalla trasparenza che sempre mi aspetto in questo meraviglioso vitigno.

Nei profumi il fruttato è nitido di ciliegia giustamente matura, con la parte speziata che porta cannella e scorza d'arancio. C'é anche il floreale di viola, seppure soffuso e più evidente a bottiglia appena aperta.

Assaggiandolo si apprezza un frutto appena più indietro come maturazione, la ciliegia diventa piuttosto un agrume rosso, gustoso e dalla freschezza che tira la bocca. Tannino quasi trasparente, l'aroma finale é una fusione fra arancio e mineralità ferrosa.

Pur rimanendo una bottiglia semplice, al vantaggio del prezzo ha aggiunto una piacevolezza di beva, anche senza abbinamento, che prima non aveva... ora sono molto contento di averla acquistata.